L’incidente mortale accaduto ieri sera al porto di Crotone acuisce ulteriormente il dramma delle morti sul lavoro.
Tre morti ed un ferito in condizioni gravi impongono una riflessione concreta da parte di tutti, a partire dal governo che deve imporsi un cambio di rotta sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Una ennesima tragedia che coinvolge 4 lavoratori extracomunitari dell’equipaggio del rimorchiatore Asso Malakal Arbor battente bandiera di Palau e che evidentemente, stando ai primi rilievi delle indagini tutt’ora in corso, non aveva neanche attivato le procedure previste per i lavori a caldo e richiesto, conseguentemente, anche la presenza delle Guardie ai Fuochi che, in tutti gli ambiti dove sono in atto comportamenti determinanti per situazioni di pericolo quali anche le lavorazioni a bordo, restano l’elemento centrale nella prevenzione degli incendi e, quindi, incidenti nei porti.
Gli incidenti sul lavoro anche mortali non accennano a diminuire e sono il segno evidente della scarsa attenzione dedicata alla sicurezza sui luoghi di lavoro che emerge, purtroppo, anche in questa circostanza considerando l’assoluto dispregio delle regole primarie per effettuare determinate lavorazioni a bordo: gli esiti delle indagini saranno utili ad individuare le dinamiche e gli eventuali soggetti responsabili di tale tragedia.
La sicurezza sul lavoro anche nel trasporto marittimo assume un ruolo fondamentale e richiede la pedissequa applicazione di quanto già previsto dal DL 272/91 in uno a tutte le ulteriori misure utili a contrastare gli indicenti in termini di prevenzione e di diffusione della cultura della sicurezza.
La FILT-CGIL e tutti i lavoratori e le lavoratrici del trasporto marittimo piangono queste nuove tre giovani vittime e partecipano al dolore delle loro famiglie alle quali attraverso le strutture territoriali fornirà tutto il supporto necessario utile anche al rimpatrio delle salme.
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